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History of changes of: Assemblea Pubblica Non Una Di Meno - Milano on the 24th January 2017

Created on Jan. 16, 2018, 6:21 p.m. UTC by a former user
Reason given: added by an importer
title: Assemblea Pubblica Non Una Di Meno - Milano
start: 2017-01-24
start time: 19:00
end time: 22:00
venue: Unione Femminile
city: Milan
country: IT
coordinates: 45.4767, 9.1921
tags: 20J feminism feminismo feminismus thefutureisfemale wm wmm womenmarch womens-march womensmarchmilan womensrights
links:
    Página Facebook del evento https://www.facebook.com/events/810658742406214/
description:
Un altro appuntamento organizzativo e politico verso l'otto marzo e verso uno sciopero che abbia le donne per protagoniste. 

Questa volta la nostra assemblea itinerante si ritroverà alle ore 19.00 di martedì 24 gennaio presso l'Unione Femminile, Porta Nuova 32, Milano, M3 Turati. 

(In loco non ci sarà alcun aperitivo. Venite con la pancia già piena!)

Per l'assemblea del 24 ci divideremo in tavoli di lavoro tematici:
-Tavolo lavoro e welfare
- Tavolo femminismo migrante
- Tavolo salute
-Tavolo comunicazione
-Tavolo organizzativo 8 Marzo

Facciamo girare l'appuntamento! 

************************

REPORT COMPLESSIVO DELL'ASSEMBLEA CITTADINA DELL' 11/01/17 a Milano, verso l'8 Marzo #NonUnaDiMeno

Dopo una breve introduzione, la proposta è stata quella di suddividersi in tre gruppi di lavoro, operativi sul percorso di avvicinamento, sulla costruzione della giornata dell'8 marzo e sugli aspetti legati alla comunicazione.

*Gruppo di lavoro "Percorso di avvicinamento allo sciopero dell'8 marzo".
Dalla discussione è emersa la decisione collettiva di :
• Scrivere un comunicato con le ragioni dello sciopero e le diverse modalità di sciopero (dalla forma vera a e propria alle forme simboliche) e chiedere le adesioni a tutto il mondo associativo, collettivi, gruppi, ecc;
• scrivere un appello ai sindacati perché convochino lo sciopero generale per la giornata dell'8 marzo, appoggiando le ragioni e gli obiettivi della marea Non Una Di Meno;
• organizzare assemblee, discussioni sul tema della violenza sulle donne e sulla proposta dell'8 marzo nei luoghi di lavoro (tramite i sindacati), nelle scuole, nelle università ma anche nei centri antiviolenza, nei centri di accoglienza, nelle scuole di italiano, a partire dai luoghi che noi stesse attraversiamo quotidianamente;
• organizzare anche altre iniziative pubbliche di taglio culturale, di dibattito pubblico, conferenze;
• organizzare volantinaggi in giro per la città e davanti ai luoghi di lavoro, scuole, università ecc.;
• organizzare "non una di meno tour" sugli autobus della linea 90/91: salire sui mezzi, far partire una registrazione che annuncia lo sciopero dell'8 marzo, lanciare un coro, lasciare volantini e poi salire sulla vettura successiva;
• sulla scia della medesima pratica del movimento delle donne in argentina, organizzare iniziative di protesta e denuncia davanti a luoghi dove si trovano obiettori, uomini violenti;
• organizzare un'assemblea pubblica grossa di lancio e presentazione del percorso, provando ad attirare il più possibile l'attenzione di media, personalità pubbliche che possano supportare la causa e dar visibilità, così come le varie pagine e realtà dei social network che si occupano di femminismi (tutto questo in raccordo con il lavoro di comunicazione);
• mettere in comune i materiali utili da diffondere: oltre ai testi di lancio, e raccolta adesioni, anche materiali informativi su sessismo, violenza sulle donne, mappature consultori, ecc;
• radunare tutte queste iniziative in un calendario comune di avvicinamento, da diffondere attraverso un'unica pagina fb da aprire col nome "non una dimeno Milano".
L'idea è quella di portare avanti un lavoro in modalità inclusiva, in modo da riuscire a entrare in contatto con associazioni di donne migranti, trans, associazioni e centri di donne che hanno subito violenza. L'idea è perciò che ognuna contatti chi conosce e metta in comune i contatti che ha già.

*Gruppo di lavoro sulla costruzione della GIORNATA DELL'8 MARZO (proposte pratiche)
Si è pensato di scaglionare la giornata in tre momenti diversi, cercando di unire tutte le iniziative trovando un fil rouge (discorso sul trovare dei simboli e delle parole d'ordine comuni che compete la parte di comunicazione) e raccogliendole in maniera intuitiva in una mappa, cosicché siano individuabili e rintracciabili da chiunque voglia prendervi parte. E' centrale riuscire a comunicare che l'8 marzo non è una festa, ma una giornata di lotta e di rivendicazione delle donne (intendendo per donne tutte coloro che si riconoscano tali a prescindere dal sesso biologico), di una vita libera dalla violenza e dallo sfruttamento.
1. Mattinata di “riscaldamento” ed apripista per le iniziative che si realizzeranno durante tutta la giornata: si propone di costruire dei momenti assembleari nelle scuole e/o università, per coinvolgere i/le giovani e far sì che si avvicinino alla tematica e partecipino alle successive iniziative ed al contempo permettendo di coinvolgere ed intercettare i/le docenti. In alternativa è stato proposto anche un corteo.
2. Pomeriggio: iniziative sparse per la città, collegate tramite un calendario/mappa. Le iniziative vorrebbero declinarsi a partire da diversi ambiti e diversi tipi di vertenza, a partire da quelli che già attraversiamo abitualmente e nei quali pensiamo ci sia terreno fertile per strutturare iniziative. Si è parlato di luoghi di lavoro e dell'importanza di rivolgere un appello ai sindacati affinché si pronuncino a favore della giornata. A seconda dei diversi contesti lavorativi si potrebbero declinare azioni specifiche. 
Si è parlato poi dell'ambito sanitario, con la proposta di provare a sanzionare ospedali/farmacie dove è presente personale obiettore, si è menzionata anche la questione della violenza ostetrica; anche in questo v'è la possibilità di coinvolgere gruppi/realtà che già su questo si sono attivate sul territorio. 
Questione donne migranti: si è pensato di portare solidarietà alle migranti ospiti di centri d'accoglienza, coinvolgendo gruppi che stanno lavorando da tempo sulla questione. Nominata anche la periferia baggese, dove gruppi di donne migranti sono attivi nel mondo dell'associazionismo e sul tema della violenza. Emerge la necessità di mettere in luce le periferie.
Lavoro di cura: proposta di trovare delle modalità per renderlo almeno parzialmente possibile, anche solo a livello simbolico.
Sciopero della spesa: per tutta la giornata evitare non solo di produrre, ma anche di consumare.
Sciopero del sesso: proposta di declinare lo sciopero anche alla sfera sessuale, non in un senso privativo ma piuttosto per prendersi del tempo per sé stesse e, invece che produrre, dedicarlo piuttosto all'autoerotismo.
C'è stata anche la proposta di coinvolgere la critical mass, anche per comunicare come per molte la bici come mezzo di trasporto sia uno strumento di autonomia ed indipendenza.
3. Sera: momento di convergenza, in una piazza probabilmente del centro città (per essere più visibili) dove si porteranno contenuti culturali, anche sulla storia delle lotte e delle pratiche femministe (che fanno sì che sia tutt'oggi così vitale), con momenti di condivisione di esperienze e collegamenti internazionali da altre piazze ed altri scioperi delle donne. Nella seconda parte della serata si è pensato di realizzare una passeggiata rappresentata dallo slogan “le strade libere le fanno le donne che le attraversano”, avanzando verso una periferia. 
Ogni realtà\spazio\associazione può proporre alle altre proprie iniziative Trovare un simbolo unificante, un colore, che venga utilizzato in tutto il paese per mostrare la nostra unione in questa giornata. Organizzarsi per fare assemblee nelle scuole e accordarsi con Critical Mass.
Vuole essere sia una giornata di lotta che di divulgazione di tutto quel materiale rimasto inutilizzato per troppo tempo.

*Gruppo Comunicazione
Dal gruppo “Comunicazione Otto Marzo” sono emerse tra le\gli\* present* diverse proposte e diverse competenze.
PROPOSTE:
- Creare grafiche positive che escano dall’immaginario della donna vittima e debole ma si concentrino su un empowering del soggetto. Si chiede di evitare immagini, fotografie e modalità macabre e che si riferiscano ad un immaginario di morte. Creare grafiche anche cosiddette attive, in cui se proprio si vuole riutilizzare l’immagine della donna con l’occhio nero, che quest’ultima almeno sia evidentemente reattiva, su tutte le furie, pronta alla reazione. 
- Creare grafiche inclusive verso il mondo LGBTIQA. La violenza di genere e i suoi stereotipi riguardano tutt* e per questo è importante concentrarsi anche sulle altre oppressioni. 
- Creare grafiche che non siano eurocentriche o che considerino solo i soggetti bianchi e di classe media. 
Nella creazione di una campagna diamo giusta rappresentatività a tutt*.
-Riscrivere articoli giornalistici dai contenuti sessisti e\o omobitransfobici come ‘li vorremmo noi’ per sottolineare quando il linguaggio mediatico sia a sua volta violento. (A tal proposito segnaliamo la campagna di NarrAzioni Differenti #GiornalismoDifferente, che si occupa proprio di questo aspetto: https://www.facebook.com/narrazionidifferenti/?fref=ts). 
- In tutti i post Facebook, Twitter e Instagram utilizzare un linguaggio inclusivo che a) nomini tutte le soggettività oppresse b) utilizzi correttamente i pronomi personali c) utilizzi parafrasi in cui si possa esprimere una identità diversa dal binarismo di genere. 
- Creare immagini e grafiche in cui non solo si mostri la violenza privata ma anche quella pubblica, statale e istituzionale. 
- Creare immagini, opuscoli, infografiche incisive ed efficaci che parlino dei centri antiviolenza, del loro lavoro, cercando di fare informazione su quanto è possibile trovare al loro interno.
- Creare materiale cartaceo e non solo digitale da distribuire in metropolitana, nelle scuole, nei luoghi di lavoro e in qualsiasi luogo si attraversi. 
- Contattare Radio Onda D’Urto, Radio Popolare e altre emittenti per parlare dell’otto marzo
- Creazione di una mailing list con la quale condividere con tutt* il proprio lavoro, grafiche, contenuti perché questi vengano condivisi il più possibile. 
- Creare immagini e grafiche che smontino i discorsi negazionisti che, appunto, negano l’esistenza della violenza di genere stessa.
- Organizzare Flash Mob, Eventi, Workshop, Laboratori, ognun* nei propri spazi e secondo le proprie modalità per tenere alta l’attenzione sul tema della violenza di genere e dello sciopero. 
- Scrivere una guida Non Una Di Meno – anch’essa nella sua forma cartacea e digitale – da diffondere, distribuire e spammare, raccontando la storia del movimento. 
- Scrivere una guida \ manuale contro la violenza di genere da diffondere, distribuire e spammare, raccontando la storia del movimento.
- Creazione di gif animate.
- Costituzione di un ufficio stampa che si occupi di parlare con le testate giornalistiche e i loro rappresentanti.
- Creare immagini che lavorino sul concetto di ‘consapevolezza’ e che cerchino di far emergere una coscienza in merito alla violenza di genere. 
- Creare documentari, interviste, video che parlino dell’otto marzo e del perché è necessario uno sciopero che si riappropri di quella data. 
- Tradurre i contenuti cartacei e digitali per avere una diffusione maggiore e arrivare anche a soggettività non bianche e non occidentali. 
-Creazione di un tariffario del lavoro di riproduzione, di cura, invisibile, dei mestieri e delle prestazioni che ci sono socialmente imposte per via del nostro genere. 
- Creazione di grafiche che seguano la formula ‘io l’otto marzo sciopero perché”.
- Per ogni iniziativa scrivere alla pagina facebook nazionale di Non Una Di Meno (https://www.facebook.com/nonunadimeno/?fref=ts) chiedendo alle amministratrici di postare i contenuti anche sulla loro pagina per una maggiore condivisione. 
- Stesura di un calendario con tutte le iniziative Non Una Di Meno Milano da qui all’otto marzo da spammare, condividere, inoltrare a chiunque. 
Da inserire nel lavoro di comunicazione: 
• aprire pag fb "non una di meno milano"
• contattare le pagine social che trattano di femminsimo, machismo, vioenza sulle donne,e e chiedere loro di aiutarci nella diffusione. 
campagna sociale con foto di ognuna col foglio "io sciopero perchè"
SOPRATTUTTO:
- Utilizzare hashtag comuni. Per ora sono stati decisi i seguenti. #nonunadimeno – tutto minuscolo e #LottoMarzo con la L e la M maiuscole.
- Per ogni evento, post online, iniziativa, utilizzare gli hashtag suddetti e le grafiche a matrioska reperibili sulla pagina www.nonunadimeno.wordpress.com nella sezione ‘scarica e diffondi’. E’ importantissimo che tutti i materiali, per quanto diversi essi siano, siano però unificati sotto linguaggi comuni.
MAILING LIST
Nelle prossime ore verrà creata una mailing list con gli indirizzi e mail di chi ieri sera ha partecipato al tavolo di lavoro. Verrà allora fatto circolare un foglio excel in cui ognun* di voi è pregat@ di inserire il proprio nome, numero di telefono e COMPETENZA TECNICA in modo che chiunque del gruppo, in caso avesse bisogno, sarà in grado di trovare la persona che, per competenze, fa al caso suo.

PROSSIMI APPUNTAMENTI
1. Sabato 21 gennaio, pre-appuntamento del gruppo comunicazione, alle ore 22.00 a Ri-Make, via Astesani 47, Affori Fn, Metro Gialla direzione Comasina: veloce punto della situazione ed avanzamento proposte. 
2. Martedì 24 gennaio ore 19 all'Unione Femminile, corso di Porta Nuova 32, dove lavoreremo suddivise in tavoli tematici in vista dell'assembela nazionale di Bologna del 4/5. 
In quella sede si attiveranno: 
• tavolo welfare e lavoro
• tavolo femminismo migrante
• tavolo salute
• tavolo comunicazione
• tavolo organizzativo giornata 8/03
Importante iscriversi al gruppo fb Non una Di Meno Milano https://www.facebook.com/groups/1706372906347580/
Ognun@ faccia il suo nel rispetto delle altre sensibilità. Vogliamo che si scateni la fantasia e, di nuovo, quella favolosa coralità di idee, pensieri e analisi che ha caratterizzato il 26 novembre scorso.
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